Le mie vacanza di Natale sono state brensissime.
Dicesi “Brensissima”, per chi non mastica il gergo giovane come me “cosa-super-figa-che-ti-lascia-con-il-sorriso-per-giorni”. Oddio, probabilmente se lo chiedesse ad uno davvero giovane (mica come me) ti direbbe che brensa è un roba che,cioè,non ci stai dentro vecchio. Ma temo che questo necessiterebbe ulteriore traduzione e quindi opto per la traduzione di VECCHIPEDIA.
Dicevamo... che le mie vacanze di Natale sono state brensissime.
Premetto che se qualcuno crede che a Natale dovremmo solo pregare Gesù e andare in Chiesa per Santificare la nascita del Redentore ecco, allora io ci do una bella pacca sulla spalla e gli dico “oh, bellazio, non essere scrigno che i sorrisi non li paghi” e con ciò vorrei solo dire che il Natale è fighissimo per un sacco di motivi, certo il comple di Gesù è sicuramente uno di quelli più brensi come motivi ma ce ne sono un sacco di altri quindi su, non facciamo troppo i bigotti che mi scende una catena mai vista, il Natale è bellissimo anche perchè non si va a lavorare, perchè si mangia un sacchissimo e tutti ti dicono che NON si possono fare diete a Natale per cui non solo si mangia tantissimo ma tutti ti legittimano a mangiare tantissimo.
Doppia goduria. Si mangiano i tortellini, che io li annego nella panna perchè il sudore di gallina morta (dicesi anche Brodo) non mi piace molto ma, a dirla tutta, per il tortellino questo ed altro.
Si mangia il cotechino che sono tutte quelle parti lì triturate del maiale infilate nella zampa che se ci menso mi viene da vomitare ma poi, presa dallo spirito Natalizio, lo annego nel purè-dammene-finchè-ce-n’è e allora lo schifo mi passa e sono solo che felice.
Si manga il Pandoro che in casa Sacchetti mia madre non me lo faceva toccare, manco da lontano, prima della mattina di Natale e allora io nemmeno li guardavo i regali, i dolci e dolcetti, i genitori pronti per il bacino del Buon Natale, io mi sfiondavo sul pandoro alle 8 della mattina perchè finalmente lo potevo mangiare.. manco fossi Pannella dopo uno dei suoi 3000scioperi della fame.
Ma vabbè, a parte questa digressione culinaria che si sa, a Natale ci sta sempre, io ho passato un gran bel Natale.
La vigilia in famiglia materna mia con gli adorati nipotini che hanno occhi grandi per scrutare il cielo in cerca di Babbo Natale e la più grandicella che non toglie gli occhi di dosso a mio cognato perché, lei, qualche dubbio sull'inspiegabile somiglianza tra babbo natale e babbo-e-basta ce l'ha eccome.
E il natale in famiglia paterna sua con aggiungi-un-posto-a-tavola-che-c’è-un-amico-in-più che solo poter dare un po’ di famiglia a chi è lontano da casa mi è parsa la cosa più stupenda del mondo, anche perchè ormai anche loro per me sono un po’ famiglia e quindi era tutta una grande famiglia ed io ero super felice, quasi quanto a mangiare il pandoro prima di Natale, che adesso che sono grande capita.. ma se lo sa’ mia madre sono guai. Quindi zitti.
E poi il Santo Stefano, e il giorno dopo con gli amici di sempre a giocare a Mimotto e a prendere una gran ciucca di orancello (mamma mia se siete vecchiiiii.. dicesi ciucca quando inavvertitamente si esagera con l’alcol e l’orancello è il liquore fatto in casa dalla qui presente il cui marito non si capacita di come io possa aver scritto su tutti i bigliettini di auguri Orancello invece di Arancello essendo un liquore all’Arancia... ma dai su, Amò, so’ international io. Che non lo sai?
E poi il cinema, le risate, le tisane profumosissime con la torta tenerina che non era tanto tenerina e la torta ricicla-il-tuo-pandoro-e-trasformarlo-in-un-dolce-figo.
E la preparazione del Capodanno, quello in techni-color che se uno lo fissava troppo a lungo rischiava il colpo epilettico ma che poi era talmente figo che ci dispiaceva quasi mangiarci sopra. Prepara il capodanno-emiliano-partenopeo con una spruzzatina di Sicilia. Che è il capodanno più bello del mondo perchè finisce che mangi come il migliore dei siciliani (fino a scoppiare), fai botti e scninitilline everywhere che a me pareva la prima guerra mondiale ma a quelli veri, di partenopei, manco gli solleticava il timpano, e poi ci cacci dentro i fagioloni di nonna Norma e la Taverna di casa Bosi. Che è l’emilianità pura. O forse, l’emilianità pure, quella bella bella, è la voglia di stare insieme, ridere e cantare a squarciagola sbevacchiando allegramente.
Così, in quest’ottica, come si fa a non amare l’italia quando se la miscugli tutta quanta ti produce siffatti capolavori di farfalle-al-salmone-cozze-vongole-e-cuteghein.
Auguri auguri – Buon anno. Ronf Ronf.
Ormai siamo vecchi, si va letto presto ma felici. Buon 2013. Funziona così.
Felicità a piccoli brevi sorsi, ma ogni giorno un po’.
Come le passeggiate con Jack mattina, pomeriggio e sera anche quando ti si chiudono gli occhi e fuori ci sono -6°. E la manina di tuo marino sempre nella tua, anche se fa freddo, ci sono cose che sempre e comunque valgono il sacrificio che chiedono.
E fare la guerra a chi raccoglie la cacca di Jack. Tu, no dai tu, no tu. Dai, ma è in mezzo all'aiuloa.. chi la vede. E lo sguardo inquisitorio di Jack che sembra dire “IO VI HO VISTO” e quindi inforcare volontà e coraggio e sacchettino-raccogli-cacca e tirare su le produzioni dell’amato cagone, ops scusate volevo dire cagnone.. lapsus.
E la casa dei mie genitori dove anche le cose che hanno 75mila anni sembrano appena comprate, e quindi come mi spostavo mi pareva di stare al museo perchè tutto è sempre in ordine ma mi fa tanto casa, il profumo che fanno i divani e le tende, gli acquerelli di mia mamma, lo studio ordinatissimo di mio padre e anche la puzzina di cane bagnato che fa Jack dopo un acquazzone. Oddio. Che Natale brensissimo.
E poi qualche giorno di lavoro, così, giusto per non avere l’ansia che quei maledetti cataloghi non siano naufragati a metà strada fra l’america e la germania e l’outlet di Castel Guelfo con pranzo alla mensa, le canzoni degli 883 che nessuno si ricorda ma lei le sa tutte a memoria, i Jeans che ti stanno benissimo sembri giovane e la stanchezza da shopping, che è la mia stanchezza preferita - il pomeriggio perfetto - cartolina di Natale 2012!!
E poi ripartire.. Per concludere il mio Natale brensissimo nel migliore dei modi. Fra dolci, spuntini e chiacchiere. Fra slitte in notturna con pile sulla testa, fra canederli grandi come un cocomero, fra the magic-emotion e vanity fair letti a -5° in baita mentre i mariti sciano. Il bignet alla crema leggera leggera che in fondo, è solo un decilitrocubo di cioccolato bianco.. ma leggero è!
E poi, alla fine di tutto questo, guardarsi negli occhi con il regalo tuo più bello.. il marito.. gustarsi un’ultima pizza brenissima prima della GRANDE FAME (dicesi anche Dieta ferrea post vacance iniziata oggi) e dirsi che sì, quest’anno, è stato proprio un gran bel Natale.
Anzi. Un Natale Brensissimo.
.. ho sempre creduto e sempre crederò che ciò che salva l'uomo dall'estinzione è l'Ironia..
07 gennaio 2013
17 dicembre 2012
Stupida.
Piccola, un destino di statura e mentalità, così piccola che a certe cose non arrivo proprio, sai com’è. Troppo in alto.E così ci provo, dal buio della mia ignoranza a capire certe cose ma semplicemtente sono di un’altra statura mentale. Più bassa.
E sapete cosa, c’ho sempre sguazzato dentro la mia ignoranza perchè io, con il mio cervello, ci vado perfettamente d’accordo.
E sapete cosa, io certe cose non le so perchè non le voglio proprio sapere. E chissenefrega. Chi l’ha detto che conoscere a memoria le canzoni dei cartoni disney non sia cultura? E Chi l’ha detto che conoscere la ricetta perfetta della besciamella non sia concetto degno di stima? E chi l’ha detto che guardare Super Quark non sia meglio, molto meglio, del Tg1?
Lasciatemi, per favore, nella mia ignoranza. Mica è infettiva, sapete.
Ho occhi grandi per vedere il mondo, quello che ho voglia di vedere, quello che non ho voglia di vedere a voi cosa ve ne frega se lo lascio lì. A voi.
Guardatelo voi così poi me lo raccontate, che certe cose raccontate dagli altri hanno un sapere molto migliore, hanno il sapore dell’interpretazione, delle favole di una volta quelle che avevano sempre anche il retrosceno tragico, quelle che fino all’ultimo ti chiedevi come andava a finire. Quelle dove la Sirenetta se anche nella favola diventa schiuma di mare, quando poi me lo raccontate voi diventa fanciulla e si sposa con il principe che se permettete è molto molto meglio.
Che se già sai tutto è una noia mortale perchè nessuno può mai raccontarti nulla, che tu già lo sai, e le persone perdono il piacere del racconto.
Guardatelo voi, che tanto, se lo sapete voi, che utilità ha che lo sappia anche io? Ci siete già voi, no?
E io ho deciso che saprò quello che non sapete voi.
Che saprò di che colore sono gli occhi delle persone a cui voglio bene e per cosa brillano.
Che saprò le battute di Mary Poppins a memoria e le canterò con voi le sere d'estate.
Che saprò le cose che vi piacciono, i nomi dei vostri cari, cosa vi è capitato nella vita.
Che saprò le vostre vite, e non quelle di gente che manco conosco e di cui parlano alla TV. E di cui nulla mi interessa.
Perchè quello, per me, è importante sapere.
Chi ha deciso cosa devo sapere io?
Io voglio decidere cosa sapere e cosa no, io credo che ci sia uno spazio finito e limitato di informazioni che posso tenere nella mia mente.
E ho deciso che queste informazioni non saranno accademiche, ma persone, colori, profumi, canzoni. Come Saltinmente.
Ho deciso che posso permettermi di guardare negli occhi qualcuno che sa molte più cose di me con l’umiltà di ascoltarle raccontare, ma senza abbassare lo sguardo perchè avrò il desiderio di sentirle raccontare se voi, (SE !!), avrete l’intelligenza di raccontarmele a voce bassa rispondendo ai miei perchè. Come si fa con i bimbi. Non come si fa con gli adulti ignoranti con la voce saccente e la cattedra sotto il culo.
Se direte “non puoi non saperlo” non vi ascolterò. E non lo saprò mai.
E sarete responsabili della mia ignoranza, assassini di quella piccola possibilità di elevare di qualche centimetro la mia minima statura culturale.
E stupida, con gli occhi grandi per imparare ma la possibilità di scegliere cosa e da chi, ci rimarrò.
E quando voi saprete tante cose ed io come i bimbi, domanderò perchè, chiedetevi come meglio potete spiegarmelo, e raccontarmelo. E come il finale lo potrete rendere più bello invece che schiuma di mare.
Così domani vi chiederò di nuovo.
Alcuni di voi quando mi raccontano le cose mi incantano... e li ascolterei per sempre, e mi piace farmi spiegare anche cose che in realtà so benissimo, perchè quando le raccontano hanno un sapore più vero, più profondo. Hanno il pathos dell'interpretazione, del punto di vista, degli occhi altrui. Sono informazioni che attraversano una mente in movimento e inevitabilmente cambiano leggermente la via oggettiva prendendo sfumature che appartengono al narratore.
Impagabile.
In quei casi voglio essere stupida tutta la vita, per ascoltare Voi.
E' da Voi che voglio imparare. Non da un libro. Non da Wikipedia. Da voi.
da Voi che mi volete bene, e che sapete che stupida in realtà non sono affatto..
Da voi voglio imparare, non da chi non conosce nemmeno il colore dei miei occhi ma che ha la presunzione di trattarmi da stupida e non si interroga nemmeno un istante su quanto questo possa ferire.
E sapete cosa, c’ho sempre sguazzato dentro la mia ignoranza perchè io, con il mio cervello, ci vado perfettamente d’accordo.
E sapete cosa, io certe cose non le so perchè non le voglio proprio sapere. E chissenefrega. Chi l’ha detto che conoscere a memoria le canzoni dei cartoni disney non sia cultura? E Chi l’ha detto che conoscere la ricetta perfetta della besciamella non sia concetto degno di stima? E chi l’ha detto che guardare Super Quark non sia meglio, molto meglio, del Tg1?
Lasciatemi, per favore, nella mia ignoranza. Mica è infettiva, sapete.
Ho occhi grandi per vedere il mondo, quello che ho voglia di vedere, quello che non ho voglia di vedere a voi cosa ve ne frega se lo lascio lì. A voi.
Guardatelo voi così poi me lo raccontate, che certe cose raccontate dagli altri hanno un sapere molto migliore, hanno il sapore dell’interpretazione, delle favole di una volta quelle che avevano sempre anche il retrosceno tragico, quelle che fino all’ultimo ti chiedevi come andava a finire. Quelle dove la Sirenetta se anche nella favola diventa schiuma di mare, quando poi me lo raccontate voi diventa fanciulla e si sposa con il principe che se permettete è molto molto meglio.
Che se già sai tutto è una noia mortale perchè nessuno può mai raccontarti nulla, che tu già lo sai, e le persone perdono il piacere del racconto.
Guardatelo voi, che tanto, se lo sapete voi, che utilità ha che lo sappia anche io? Ci siete già voi, no?
E io ho deciso che saprò quello che non sapete voi.
Che saprò di che colore sono gli occhi delle persone a cui voglio bene e per cosa brillano.
Che saprò le battute di Mary Poppins a memoria e le canterò con voi le sere d'estate.
Che saprò le cose che vi piacciono, i nomi dei vostri cari, cosa vi è capitato nella vita.
Che saprò le vostre vite, e non quelle di gente che manco conosco e di cui parlano alla TV. E di cui nulla mi interessa.
Perchè quello, per me, è importante sapere.
Chi ha deciso cosa devo sapere io?
Io voglio decidere cosa sapere e cosa no, io credo che ci sia uno spazio finito e limitato di informazioni che posso tenere nella mia mente.
E ho deciso che queste informazioni non saranno accademiche, ma persone, colori, profumi, canzoni. Come Saltinmente.
Ho deciso che posso permettermi di guardare negli occhi qualcuno che sa molte più cose di me con l’umiltà di ascoltarle raccontare, ma senza abbassare lo sguardo perchè avrò il desiderio di sentirle raccontare se voi, (SE !!), avrete l’intelligenza di raccontarmele a voce bassa rispondendo ai miei perchè. Come si fa con i bimbi. Non come si fa con gli adulti ignoranti con la voce saccente e la cattedra sotto il culo.
Se direte “non puoi non saperlo” non vi ascolterò. E non lo saprò mai.
E sarete responsabili della mia ignoranza, assassini di quella piccola possibilità di elevare di qualche centimetro la mia minima statura culturale.
E stupida, con gli occhi grandi per imparare ma la possibilità di scegliere cosa e da chi, ci rimarrò.
E quando voi saprete tante cose ed io come i bimbi, domanderò perchè, chiedetevi come meglio potete spiegarmelo, e raccontarmelo. E come il finale lo potrete rendere più bello invece che schiuma di mare.
Così domani vi chiederò di nuovo.
Alcuni di voi quando mi raccontano le cose mi incantano... e li ascolterei per sempre, e mi piace farmi spiegare anche cose che in realtà so benissimo, perchè quando le raccontano hanno un sapore più vero, più profondo. Hanno il pathos dell'interpretazione, del punto di vista, degli occhi altrui. Sono informazioni che attraversano una mente in movimento e inevitabilmente cambiano leggermente la via oggettiva prendendo sfumature che appartengono al narratore.
Impagabile.
In quei casi voglio essere stupida tutta la vita, per ascoltare Voi.
E' da Voi che voglio imparare. Non da un libro. Non da Wikipedia. Da voi.
da Voi che mi volete bene, e che sapete che stupida in realtà non sono affatto..
Da voi voglio imparare, non da chi non conosce nemmeno il colore dei miei occhi ma che ha la presunzione di trattarmi da stupida e non si interroga nemmeno un istante su quanto questo possa ferire.
16 novembre 2012
Crescere..
Qui comincia l’era del tacco, la camicetta, gli occhiali da riposo, la fede al dito.
Sono stanca che la gente pensi che sono piccola ma sveglia, voglio che la gente pensi che sono una donna super-chic.
Cioè anzi non voglio che la gente pensi che sono super-chic, mi correggo, voglio ESSERE super-chic.. a me quello che pensa la gente non me ne frega, perchè sono grande.
.. giusto?
Vado bene?
Ecco, sono grande, ho quasi una casa, cioè senza tetto ma è mia. Nostra, mia e del marito.
Ecco ecco, appunto, ho anche un marito. Un marito intero, tutto mio, con la barba, le camice da stirare, le mutande da lavare, il caffè da preparare.
Proprio un marito vero. Mica un morosino che beve birra e quel che c’è in frigo, un Marito, che vuole l’arrosto e la casa pulita.
Amore, capito?
Basta pane del mulino bianco, sottilette e salame, siamo grandi eh.
Basta birra, diamoci ad un sano ed aristocratico bicchiere di vino rosso ricercato. Altrochè il barbera nelle bottiglie verdi.
Lo dobbiamo comprare nei posti fighi e leggere tutte le etichette prima di decidere e fare la faccia “mmm.. interessante.. questo potrebbe proprio andare bene con il nostro sformato di fagianella su letto di patate novelle”.
Oddio. La fagianella? No che schifo. Io voglio le polpette dell’ikea. 75 polpette a 5€.
Porcaccia, è vero sono grande. Ok, viva la fagianella.
Io mangio solo le patate.
Crescere.
Via il pigiama con le fragoline e i mini-pony qui ci vuole il pijama man-style. Di seta con le righe.
Odddioooo che freddo. Mi si congelano anche le dita dei piedi. Senza smalto.
No, mannaggia, mica può una donna grande ed in carriera avere le unghie dei piedi senza smalto.
Ma è inverno?
NO. NON ESISTE.
Ma il pigiama fa freddo.
TI SCALDERA’ TUO MARITO.
Ma io ho sonno!
Dianime, ragazzina, sei una donna ormai, cosa vuoi arrivare a 40 senza smalto e con le fragoline? Per di più con un marito insoddisfatto.
No. MAI. Marito eccomi.. sono tutta per te.
No... mannaggia.. ho le fragoline pure sulle mutande. Accidentaccio.
Da domani tubino, tacchi e calze a rete.
Anzi no, calze a rete no che potrei sembrare una golfetta zoccoleggiante. Facciamo calze. Di cotone. Quelle di Tezenis.
Ma va là! Ci vuole un 15 denari autoreggenti.
MANCO MORTA.
Come la fagianella. Calze Tezenis vanno benissimo. Con i 15 denari ci compro l’abbonamento a Donna moderna. Così mi istruisco.
Da domani capelli sempre pettinati e rossetto.
No, dai, rossetto no, sembro un travestito o una zitella... sono i travestiti e le zitelle si mettono il rossetto ormai. Io non vorrei.
Gloss lucido allora. Che fa effetto push up.
Ah, quindi me ne metto un po’ anche sulla mia seconda scarsa a vedere se funziona?
Crescere.
Bona piagnistei e gnole varie. Inforcare occhiali da segretaria sexy, chiedere aumenti, sculettare in corridoio, lavorare lavorare lavorare.
Altrochè blog. Altrochè Facebook, altrochè festa di halloween, bisogna produrre produrre produrre. Sgomitare.
Ma tipo, se produco un raccontino va bene? NO.
Ah ok, se produco un bellissimo rendering della cucina con i rivestimenti fighissimi che abbiamo scelto io e il marito? NO.
Uff, se produco un report di marketing pieno di numeri, che c’ho messo una settimana a fare e poi nessuno lo guarda, va bene? Sì.
Kazzata. Ma io voglio crescere per me, non per gli altri, e un rendering con le piastrelle della cucina che serve a mia mamma a capire come metterò quella piastrella con i pois che non-la-convince-per niente... è mille volte più utile che un report inutile che nessuno guarda e che non ha nemmeno una piastrellina dentro. Ed ora, le piastrelle, sono il Key Brand del momento. Almeno il mio momento. Il mio Key Brand. Nel mio lavoro che si chiama fare casa... che non è proprio proprio il mio lavoro fare marketing ma sono sottigliezze.
Da domani. Stiro.
Hi hi hi h.. no dai scusate. Non riesco proprio a stare seria. Riproviamo con altro.
Da domani i maglioni di lana del marito. Quello vero vero con la M maiuscola e la Fede al dito, pure quello maiuscolo... I maglioni di lana glieli lavo a mano.
Mi metto il pigiama con le righe. Niente seta. Che poi sembro la tipa di basic instict e devo pure fare lo scavallamento.. e con le calze di tezenis non viene... e poi parte la canzone di Zucchero.. “la vedo nera”.. la calza. Sporcaccioni!
Gloss posso sopportarlo. Della Labello va benissimo quello ricomprimi-di-baci alla fragola? Ah, no, vero. Fragola bandita dopo i 15 anni. Uffi.
Report lo faccio. Ma faccio anche il rendering. Del resto ogni brava donna in carriera è multi-tasking.
Cioè che fa mille cose ma nessuna veramente utile.
Ecco appunto. Maledizione.
Crescere.
Da domani ci proviamo, un mattoncino per volta come la nostra casetta.
E vediamo chi arriva prima... però io adesso ho i tacchi, mannaggia, non vale.. Li tolgo.
Eh, dai. Li tolgo!?!! Solo per oggi.
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26 ottobre 2012
Odio. Amo. Sono..
Odio le persone ipocrite.
Sono ordinata, più in testa che nell’armadio.
Sono impaziente e moderatamente tollerante.
Amo i cani. Ma certi esseri piccoli e cretini non meritano il nome di cane.
Sono permalosa. Ma imparo dalle critiche. Se intelligenti.
Sono sensibile ai complimenti. Anche quelli interessati..
Amo chi ha il coraggio di essere migliore senza criticare chi preferisce essere com’è.
Non sopporto chi si lamenta senza proporre soluzioni.
Amo chi sceglie di essere invece di chi "spera" di essere..
Amo le persone che sorridono con gli occhi.
Odio gli inetti, le persone volgari, chi da troppa confidenza senza diritto.
Odio il fatto che si capisce, dannatamente sempre, quel che penso.
Amo chi guarda negli occhi. Chi non abbassa lo sguardo. Chi sostiene la propria ragione.
Odio i punkabbestia.
Non sono capace di dire bugie e difficilmente non mi accorgo se qualcuno mente.
Amo chi vede al di là del mi caratteraccio.
Sono cocciuta, determinata, fastidiosamente sicura di me ma sono leale e onesta.
Odio chi mi giudica senza conoscermi.
Sono incapace di dare una prima buona impressione di me..
Amo chi crede che il mondo sia un bellissimo posto dove vivere.
Odio chi sputa nel piatto dove mangia.
Sono capricciosa, pigrissima, golosa.
Amo la maionese, più della nutella.
Odio le persone torbide. Odio le persone chiassose.
Amo chi sa rispondere alle mie domande.
Sono capace di voler bene ad una persona che conosco da pochissimo, se credo lo meriti.
Odio le rane. Ma non ne ucciderei mai una.
Amo chi ha parole gentili per gli altri, chi sa tendere le mani anche se vuote..
Odio chi crede di essere migliore di qualcun altro. Odio quando, sbagliando, lo faccio io.
Amo la musica che ti fa emozionare. Quello rock prima delle partite. Quella in chiesa cantata dalle voci basse dei nonni con il capello.
Odio chi non ha rispetto per gli anziani.
Amo le moto ma mi fanno dannatamente paura. Adesso.
Odio chi si lamenta di quello che fa e non prova a fare altro.
Sono impaziente, decisa per certe cose, incredibilmente indecisa per altre.
Sono sicura di volere un bimbo. Non sono sicura di sapere quando.
Odio chi critica la mia bologna. Li vedo anche io i suoi difetti, ma mi acceca la critica gratuita.
Amo poter aiutare qualcuno che lo merita. Anche se non lo chiede.
Sono irrimediabilmente attratta dalla divisa. Tutta colpa di mio padre.
Sono terrorizzata dall'aereo ma non rinuncerei mai a viaggiare, nonostante questo.
Odio pensare che, in fondo, quello che faccio di lavoro non è davvero importante per nessuno.
Sono infinitamente grata per la vita che ho.
Sono infinitamente fortunata per le persone che mi circondano, che mi vogliono bene.
Sono un piccolo groviglio di contraddizioni.
Amo pensare che quando scrivo racconto qualcosa, che può o meno interessare, ma parla di me.
Odio pensare che quello che scrivo, la maggior parte delle volte, non sarei mai capace di dirlo.
Odio. Amo. Sono io.
08 ottobre 2012
Miiiii...
Miiii.
Mezza Sicula d'adozione sugno.. ora.
Perché anche se lui fa finta di no, e dice di no, e pensa di no, e cerca di fare il super-nordico che manca poco e aggiunge un inflessione tedesca al suo accento, lui.. il marito.. quello mio s'intende.. è mezzo Siculo. E ha un bel da dire che no-no-no ma mia madre si è trasferita che aveva 5 anni, tu - mio amor - hai sangue siculo nelle vene.
Miiiii.
(e non è pronome personale).
Sono appena tornata dalla terra di Sicilia. Che io credevo fossero le tre sicilie, ma mi hanno detto che è una sola, e che al massimo erano due, e mi volevano pure rimettere sull'aereo per l'ignoranza che là, in Sicilia, non ne vogliono di così tanto ignoranti che sono gente di antiche tradizioni e cultura hanno solo un piccolo problema con i verbi.. e le vocali.
Io andai stamattina a prendere il pane.
Ma stamattina oggi?
Sì.
Mamma mia che giornate lunghe che c'hai tu... fra mattina e sera arriva il passato remoto..
E le vocali? No vogliamo parlare delle vocali?
Fanno intere frasi declinate in U .. Munti cu munti nun si incontrunu ..
ecche è?? te le fanno pagare le "O" a Palermo??
Dai, nemmeno se me la porto da casa una vocale diversa me la infili in un discorso?
Che poi io li ascolterei per ore, tanto non capisco cosa dicono, però li ascolterei per ore, perché hanno quel piglio virile e ruvido che è affascinante.. Affascinante però se hai tutti i denti, se te mancano 3 su 4, se sei in ciabatte e puzzi di arancina alle 8 della mattina allora sei un po' meno affascinante.. ma solo un po', non farmi quella faccia lì che mi fai già paura.
Ecco. Appunto. I siciliani a me fanno un pochettino paura, a Palermo sembrano tutti incazzati ad esempio, pure quelli buoni c'hanno la faccia da cattivi..
cioè lì nasci incazzato poi i motivi li scegli tu alla nascita, tipo durante il battesimo ti dicono (se sei maschietto) "metti su la faccia incazzata, che non siamo mica qui a fare la marmellata di fichi d'india"..
Miiiii
(e non è capoluogo lombardo).
...che poi, a pensarci bene.. a dire il vero pure io sarei incazzata se per strada invece del profumo di cornetto caldo e caffè alla mattina sentissi l'odore della milza di bue in salmì.. cioè non è che ti alzi proprio di buon umore con lo zucchero nelle vene, ma orsù (bello orsù eh?.. devo pur intercalare i Miii con qualcosa!), non siate tutti così incazzati.
C'avete il parlamento. Il mare a 360°. Il Vulcano stile cartone animato con la nuvoletta sopra. Le calette azzurre. Le arancine di riso al sugo. C'avete la cappella capitolina che è tutta uno splendore di coriandoli dorati. C'avete 5 vocali nonostante crediate di no. C'avete i cannoli, il pesce buono, le belle fimmine. C'avete gli uomini di cuore che parlano poco e dimostrano con i fatti. C'avete il sole ad ottobre, le autostrade deserte, i panini a 2 euro. C'avete pure Montalbano.. no, parliamone, avete Montalbano e Pippo Baudo. Cosa chiedere di più!?
Per cosa siete tanto incazzati?
Miiiii.
(e non è simbolo del miglio).
E fatelo un sorrisino a questa Italia, questa vostra Italia, quanto mia.. quanto di mio marito (sì sì anche se fa finta di avere l'accento tirolese adesso), siate orgogliosi di essere italiani anche se le cose non vanno benissimo, siate orgogliosi di essere siciliani, anche se le cose vanno ancora peggio.. siate orgogliosi per quello che siete stati capaci di essere a discapito di chi vi crede un popolo di criminali mafiosi.. siate orgogliosi della vostra terra, della vostra gente.
E fatecelo un sorrino a questa Italia un po' villana, un po' ladrona, un po' sciocca... ma in fondo buona che male non ve ne vuole, che vi tiene vicini vicini seppure al di là di un lembo di mare... abbastanza vicino da sentire il profumo delle arance e della ricotta fresca, abbastanza lontani da poter dire di non aver capito cosa chiedevate perchè tirava il vento.. anche se, ma che resti fra noi, non si capisce niente quando parlate.. sarà quello il motivo?!
Miiii quanto è buona l'arancina....che quando l'azzanni senti il coro d'angeli, e poi ti accorgi che era il tuo fegato che supplicava di risparmiarlo.
Miiiii.
.... (ed è membro maschile.. sì sì proprio quello stavolta..)
A pensarci bene, da quanto sono sempre incazzata ed incazzereccia io, può anche pure essere che la sicilianeddicità ce l'avessi già a portata di mano, e che fosse lì.. latitante.. pronta per scatenarsi..
Assabbinidica a tutti.
Una neo-mini-sicilianedda.
Una neo-mini-sicilianedda.
23 agosto 2012
La piccola Pearl Harbor
Al mio via scatenate l’inferno.
Via.
Ah no, spetta, io non ero pronta.
Bam.Bam.Pem.Pem.Tratratratraaaa.
Morta.
E se vabbè ma io non ero pronta. Non Vale.
Cioè ero lì alle Hawaii con un piede, a New York con l’altro e con il velo in testa e voi mi scaraventate addosso tutte le munizioni di un piccolo paesino di provincia che crede che io stia cercando di rubare i suoi rampolli da marito facendo improbabili lavaggi del cervello con doti da sirena spiaggiata in cerca di marinai da sedurre ed allontanare dai propri amici e dalle proprie terre.
Ambè. Mi sparate poi così, piccola isoletta di Pearl Harbor, arrivando dal cielo con un mega-razzo-missile ed un sommergibile (marrone?) per attaccarmi mentre ancora ho gli occhi a forma di cuore per il matrimonio appena avvenuto e le armi, quelle teribbbili della sirena, le ho ben nascoste nello sgabuzzino con l’aspirapolvere e sugo Knorr e non sono mica pronta ad essere attaccata.
Poverina lei, guardala com’è tutta cucciolosa tutta triste che l’hanno bombardata, alla fine forse non è poi così cattiva come dicono, alla fine forse quasi quasi non è nemmeno giusto che l’abbiamo bombardata.
Guardala, insomma, quanto può essere pericoloso un metroecinquantotto di donna cicciottosa con i capelli in stile candycandy?
E quegli occhioni così tristolini mentre pensa che qualcuno dice cattiverie su di lei e il suo altrettanto amorevole e cuccioloso marito.
Dai cioè poverina Pearl Harbor, non c’era mica bisogno di bombardarla, un’isoletta così tranquilla che non dava fastidio a nessuno.
Lei era lì tutta tranquilla che faceva la Hula con le collane di fiori e fotografa i tramonti con i delfini e tu, malefico essere la bombardi senza nemmeno aspettare che abbia fatto colazione.
Mica si bombarda qualcuno senza prima averle fatto bere il caffè no.
Ecchediamine.
Fammi preparare almeno un attimo.
Ok, munizioni. Celo.
Ok, sguardo cattivo cattivo e ghigno malefico. Celo.
Ok, marito-marinaio al mio fianco armato fino ai denti di una faccia-tosta in via di estinzione. Celo.
Ok, cervello. Celo.. però non serve tanto il nemico ne è sprovvisto.
Ok, sguardo cattivo da guerrigliero hawaiano. Celo.. ho guardato due volte Lilo e Stich. Speriamo basti come addestramento.
Ok adesso, sono pronta.
Ve lo dico sottovoce.
Non dormite sogni tranquilli.
MUAHHH MUAHHH
Avete bombardato l’isoletta sbagliata.
Ah. E per la cronaca, non impegnatevi a capire la metafora del raccontino. Tempo perso.
Ciao Musi Gialli.
Colore azzeccato anche.
Via.
Ah no, spetta, io non ero pronta.
Bam.Bam.Pem.Pem.Tratratratraaaa.
Morta.
E se vabbè ma io non ero pronta. Non Vale.
Cioè ero lì alle Hawaii con un piede, a New York con l’altro e con il velo in testa e voi mi scaraventate addosso tutte le munizioni di un piccolo paesino di provincia che crede che io stia cercando di rubare i suoi rampolli da marito facendo improbabili lavaggi del cervello con doti da sirena spiaggiata in cerca di marinai da sedurre ed allontanare dai propri amici e dalle proprie terre.
Ambè. Mi sparate poi così, piccola isoletta di Pearl Harbor, arrivando dal cielo con un mega-razzo-missile ed un sommergibile (marrone?) per attaccarmi mentre ancora ho gli occhi a forma di cuore per il matrimonio appena avvenuto e le armi, quelle teribbbili della sirena, le ho ben nascoste nello sgabuzzino con l’aspirapolvere e sugo Knorr e non sono mica pronta ad essere attaccata.
Poverina lei, guardala com’è tutta cucciolosa tutta triste che l’hanno bombardata, alla fine forse non è poi così cattiva come dicono, alla fine forse quasi quasi non è nemmeno giusto che l’abbiamo bombardata.
Guardala, insomma, quanto può essere pericoloso un metroecinquantotto di donna cicciottosa con i capelli in stile candycandy?
E quegli occhioni così tristolini mentre pensa che qualcuno dice cattiverie su di lei e il suo altrettanto amorevole e cuccioloso marito.
Dai cioè poverina Pearl Harbor, non c’era mica bisogno di bombardarla, un’isoletta così tranquilla che non dava fastidio a nessuno.
Lei era lì tutta tranquilla che faceva la Hula con le collane di fiori e fotografa i tramonti con i delfini e tu, malefico essere la bombardi senza nemmeno aspettare che abbia fatto colazione.
Mica si bombarda qualcuno senza prima averle fatto bere il caffè no.
Ecchediamine.
Fammi preparare almeno un attimo.
Ok, munizioni. Celo.
Ok, sguardo cattivo cattivo e ghigno malefico. Celo.
Ok, marito-marinaio al mio fianco armato fino ai denti di una faccia-tosta in via di estinzione. Celo.
Ok, cervello. Celo.. però non serve tanto il nemico ne è sprovvisto.
Ok, sguardo cattivo da guerrigliero hawaiano. Celo.. ho guardato due volte Lilo e Stich. Speriamo basti come addestramento.
Ok adesso, sono pronta.
Ve lo dico sottovoce.
Non dormite sogni tranquilli.
MUAHHH MUAHHH
Avete bombardato l’isoletta sbagliata.
Ah. E per la cronaca, non impegnatevi a capire la metafora del raccontino. Tempo perso.
Ciao Musi Gialli.
Colore azzeccato anche.
30 luglio 2012
Honeymoon Dream... alla Maniera Rinelli.
Parti con una valigia stracolma, perchè non sai che tempo farà, dove, chi incontrerari, quando, cosa potrebbe servire, sempre.
E se fai amicizia con il principe William nella baia di Maui?
Mica puoi avere solo il pareo trovato su Grazia eh!
E se allo Yosemite National park ci sono 5 gradi?
Mica puoi andare in giro con la magliettina di cotone biologico che se uscivi nuda facevi prima eh!
E se casualità vuole che a New York ci chiedano di intervenire ad un musical di Broadway?
Mica posso andarci con le ciabattine sfondate di decathlon che hanno già inviato da mò la lettera di pensionamento all’ente nazionale in difesa dello sfruttamento delle ciabattine estive.
Bhe ma si sa, fase valigia-partenza ha un chè di tragicomico, compreso il fidanzato che porta 4 paia di jeans.. due dei quali mai messi prima.. 27 paia di mutande, pure quelle rosse di capodanno che non si sa mai potremmo decidere di trattenerci in loco, medicine per guarire i feriti della terza guerra mondiale, calzini di lana e muta da sub. Della serie mettine finchè ce ne sta, indipendentemente dal fatto che ci servano mai qulle cose o meno, sempre meglio non farsi trovare impreparati!
Ok. Valigia c’è.
Partiamo.
Si pregano i signori passeggeri di allacciare le cinture e il personale di bordo di prepararsi per il decollo.
Osssssignuuuur.
Datemi un calmante, un sonnifero. Un Calmifero, un sonnante. Quello che volete.
Datemi un pugno in testa. Fatemi una cacchio di anestesia totale ma evitatemi vi prego 10 ore di volo.
Cioè siamo nel 2012, andiamo sulla Luna e non abbiamo ancora inventato il teletrasporto?
Ecco, ho deciso ora a cosa destinare il mio 8xmille quest’anno. Cercasi ricercatori per nuova ricerca sperimentale.
Debelliamo gli aerei e le ore di volo angosciantissime che ne conseguono. Io voglio fare toc-toc-toc in stile Dorothy.
OZ-ARILINE. Socci. Ho anche già il nome della compagnia.
***
Benvenuti a NEW YORK.
Oh.. amore guarda I grattacieli. Gli Hot-dog. La metropolitana.
Oh.. amore guarda le luci di Time Square. I musical di Broadway. Il mercato di union square.
Oh.. amore guarda un senza tetto che fa la raccolta differenziata.
Oh.. una pantegana grande come il gatto dei tuoi nonni.
I fuochi di artificio dalla finestra dell’hotel. I vicini sul tetto che mangiano il tacchino.
Oh.. amore guarda la statua della Libertà.
Oh.. mo vè.. il traghetto non si ferma.
Oh.. mo vè.. va sempre più lontano.
Oh.. mo vè.. si dirige verso Staten Island.
Oh.. mo vè.. sì sì ma amore però qui sulla guida-NY-per-turisti-fai-da-te-no-alpitour-ahiahiai dice che questo è il modo migliore per fotografare lo skyline.
Embè cosa credi.. che non lo sapevo.. tutto calcolata (circa).. tigggggiuro!
Amore. Quindi. Ti è piaciuta NY?
Musical di Mary Poppins in cui non c’era il posto per le ginocchia compreso?
Scarpe usurate e piedi dolaranti compresi?
Nomi a gratis presi dalla signora della metropolitana compresi?
Hot Dog indigeribili e relativo sex-and-the-rut ?
Negozi di giochi di 3 piani visitati circa 2 volte al giorno con tanto di altoparlante che richiama la sottoscritta in preda ad una crisi di felicità isterica alla vista di un piano intero dedicato a Barbie?
AberCrombie con modello nudo e ammiccante compreso??
Eh? Eh? Eh? Ti è piaciuto???
TANTERRIMO! Sì confermo. Anche a me.
E’ ufficiale I LOVE NY !
**
Si pregano i signori passeggeri di allacciare le cinture e il personale di bordo di prepararsi per il decollo.
Osssssignuuuur.. ancaura?
Ecco, dunque, dicevamo la OZ-Airline.
Potremmo far mettere alle hostess le scarpette rosse, cioè fighissimo, un tocco di classe.
Certo è che non le vedrebbe poi nessuno le hostess visto che sarebbe un teletrasporto. E poi mio marito che adora il cibo finto sull’aereo come farà? C’è davvero un sacco da studiare per i miei ricercatori del centro spaziale/aereonautico/teletrasporter research.. mi sa che gli devo destinare un po’ più che l’8xmille.
***
ALOHA. Benvenuti a Maui. Hawaii.
Oh.. amore guarda ci sono fiori dai colori talmente belli che non esistono nemmeno nel cofanetto Carioca per bimbi ricchi.
Oh.. amore guarda c’è un arcobaleno-un altro-un altro... laggiù c’è pure Iridella e i miei Mini Pony
Oh, vhè, ci sono palme, aria fresca, profumo di ciambelle, pesci colorati, brezza fresca.
Ecco. Lo sapevo che non dovevo prendere l’aereo.
Sono morta. Sono morta e sono in paradiso.
Ah. No. Spetta. Lì c’è un ranocchio e in spiaggia ci sono 3 piccioni.
Ok. Diciamo che sono le prove generali del paradiso allora, per il paradiso-paradiso dobbiamo aggiustare il tiro perchè nè rane nè piccioni saranno ammessi.. ma diciamo che ci siamo moooolto vicini.
E i french toas a colazione. Il plumn cake sul terrazzino. La bevanda dell’amore.
Le strade infinite tra cascatelle, sentieri di roccia lavica e scogliere a strapiombo.
E lo snorkeling con i pesci nasuti, i delfini che saltano nella baia che skipper in confronto pare na trota al mercato.
I tramonti. I tramonti. I tramonti. (ahò, amò, ce ne stanno 7 di tramonti in 8 giorni.. vuoi mica che me ne perda uno?)
E il cameriere che parla una lingua incromprensibile e ci racconta guerra-e-pace in hawiano prima di capire che non abbiamo capito una parola e votarsi al sacro-di-del-vulcano per dover ripetere tutto, scandendo parola per parola stile tu-povero-italiano-scemo ma con un super sorrisone se no mica gliela lascio la mancia.
Apppppproposito la mancia in USA si chiama “gratuity”.. ahò.. a me pare che tutta sta gratuity non sia visto che di media ci lasciavo 5$, ecchecaspiterina!
Ma torniamo a noi. Aloha.
Semplicemente è il paradiso.
Il paradiso pure se un giorno ci siamo fatti 8 ore di macchina, che sì vabbè dovevano essere 4 ma si vede che non ci avevo messo il cambio EURO/US e invece che fare il giro normale abbiamo fatto il giro lungo che quasi quasi ci venivamo a cercare dall’hotel perchè dei due ragazzi italiani-quelli-belli-innamoratissima-ma-scemi non c’è traccia.
Il paradiso pure se mangiavamo un giorno sì e due no. E i due no solitamente a colazione ci scofanvamo peperoni e cotiche. Dalla fame. Con caffè a volontà e burro sopra come se piovesse.
Il paradiso pure se pensavamo non facessero kite-surf, e il mio amore si era messo con il cuore in pace, e facevamo i pomeriggi a chiacchierare con gli anziani americani con pareo leopardato che poco-poco che stavamo lì ci davano la laurea in geriatria ad honorem e poi, mentre andiamo all’aereporto per tornare a casa non vediamo una piccola baia sperduta e nascosta con millemila kite-surf.
Ahò amore. Si vede che è destino. Se no mica mi ci portavi a fare il giro in macchina da 8 ore.
Lo sai pure come funziona il paradiso no?
Niente Baia con i kite e 8 ore di curve a strapiombo sul mare con la Rinella che tritura le noci di cocco pure agli hawaini che quasi quasi chiedono il trasferimento a Ostia-Lido pur di non sentirmi più.
Purgatorio? Fatto!
**
Si pregano i signori passeggeri di allacciare le cinture e il personale di bordo di prepararsi per il decollo.
Naaaaaaaaa... naaaaaaaaaaaaa.. io non voglio amore. Non voglio.
Prendo un tavor. Ok? Dai due? Voglio scendere.
Oddio.. oddio.. hai sentito? Ha traballato l’aereo. Ecco, stiamo precipitando.
No amorino.. e il ragazzo di 190kg accanto a me che si è scofanato un MCMENù XXL a merenda che russa.
Sta’mo-buona.
***
Sto calcolando il percorso.Appena possibile effettuare una inversione LEGALE.
Ahò, navigatore.. ma che problemi c’hai?
Già c’hai messo 3 ore e mezza a capire chi eri, dov’eri, cosa ti avevamo chiesto e dove dovevi andare che manco noi con il camere alle hawaii siamo stati così lenti.
E mo’ ci dici di fare un’ inversione legale sul Golden Gate di San Francisco?
Che fai? Pigli per il culo?
No perchè a mio marito, che già c’ha la rabbia di non aver trovato i kite-surf prima, ci vuole un nonnulla per sfiondarti in modo legalissimo fuori dalla finestra.
Ecchebella San Francisco.
Peccato solo per la nebbia. Amore? Amore?
Ah, ecco sto dando la mano ad un nerone di 2metriemezzo è che non vedo da qui a lì.
Ecchebello lo Yosemite National Park.
Manca la polenta con i funghi e il ragù di capriolo e mi mettevo a cantare Vecchio Scarpone.
Ecchebelle le Sequoie Giganti.
Sequoiae Gingantorum. Amò, perchè vai in giro con l’ombrello, mica piove?
Ambè tu che ne sai che gli scoiattoli non siano in propozione.
Eccheschifo Ridgecrest. Tappa intermedia nel mezzo della niente-valley. Nel Niente-motel.
Incluso di Niente-sleeping perchè i vicini si raccontavano la propria vita in 15 decibel (che io sono andata a dormire nell’armadio, ma si sentiva pure lì!)
Ecchebella la Death Valley.
Amore, prepara le patate che stasera c’è Rinella Arrosto. Come dici? A chi la lasci la Gratuity?
In testa te la do io la gratuity se non mi porti nel giro di un nano-secondo in camera con l’aria condizionata!
Oh..... eccola.
Las Vegas.
Oh....
Guarda. L’hotel ha più stelle del cielo di Bologna.
Abbiamo una doccia che è 3 metri quadri. Una jacuzzi doppia. La TV in bagno e il telefono accanto al water.
Del resto una telefonata ti allunga la vita e non si sa mai che al gabinetto tu ne abbia bisogno dopo quel che ti danno da mangiare in certi posti.
Slot-machine. Tette rifatte. Slot-machine.
Bicchieri da appendere al collo con intrugli dentro alcolici.
Donne facili +
Soldi facili +
Cibo facile +
Alcol facile =
_______________
I rinelli in Camera!
No. Dai scherzo alla fine è bella pure Las vegas.
Alla fine. Quando la fontana spruzza a tempo di musica e vinci 43$ alle slot machine.
Ma pure nel bar di casalecchio può succedere. E la fontana te la faccio io con il rubinetto della doccia, se vuoi, mica serve andare al Bellagio.
**
Si pregano i signori passeggeri di allacciare le cinture e il personale di bordo di prepararsi per il decollo.
Eccchèèè? Sto pilota ha imparato a volare con l’aereo delle micro-machine?
Andiamo a scatti! E l’hostess che lingua parla?
“vi pregamo di toliere dalla corridora le vostre appartenenze e prepare voi a decollo”
AUGH.
Dove siamo sulla Cristoforo Colombo Air-line?
Hai fatto il corso di Italiano con Raz Degan?
***
Ed eccoci a casa.
Welcome Home Rinelli.
Siamo sani e salvi, abbiamo un sacco di nuovi ricordi e avventure.
Sappiamo anche come destinare il nostro 8xmille.
Insomma.
Grazie a tutti coloro che hanno fatto sì che questo viaggio stupendo diventasse realtà.
Grazie a chi è arrivato a leggere fino alla fine del raccontino.
E grazie al mio Amore per essere com’è.
Ogni giorno della nostra vita.
A Bologna come a New York. Con e senza Baffi.. la mia perfettissima metà.
Resta solo da raccontare... "LA SCURZA DI GRANPA"...
Ma questa solo per i coraggiosi che si sorbiranno le 1300 foto del viaggio!!
Buone vacanze a voi adessooooooooooooo!!!
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